Forfettario 2027: cosa cambia?

L’evoluzione della normativa fiscale rappresenta sempre un momento critico per gli imprenditori e i liberi professionisti. Il nuovo DDL Bilancio 2027 prevede un’importante proposta di riforma riguardante il regime forfettario, che potrebbe innalzare l’attuale soglia di 85.000 euro a 100.000 euro di ricavi e compensi (con l’uscita immediata oltre 115.000 euro) e prorogare l’attuale deroga che prevede la soglia di 35.000 euro per lavoro dipendente.

L’aspetto più innovativo e delicato di questa novità risiede nell’introduzione di un meccanismo a doppio binario tra le imposte sui redditi e l’IVA.

Il Meccanismo del “Doppio Binario”: Redditi vs IVA

La proposta non si limita a un semplice innalzamento del tetto dei ricavi, ma introduce una gestione differenziata dell’imposta sul valore aggiunto per la fascia compresa tra i due limiti.

Tassazione sui Redditi

I contribuenti che fatturano fino a euro 100.000 rientrano nel regime agevolato e continueranno a determinare il reddito in modo forfettario, applicando il coefficiente di redditività previsto per la propria categoria e beneficiando dell’imposta sostitutiva agevolata (al 5% per le startup o al 15% ordinaria).

Fuoriuscita immediata dal Regime: nuova soglia di 115.000 euro

Un’altra importante novità riguarda le condizioni di cessazione immediata del regime forfettario.

L’art. 9 c. 2 lett. c) sostituisce il secondo periodo dell’art. 238 c. 1 del testo unico prevedendo espressamente che il regime forfettario cessi di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o compensi percepiti siano superiori:

  • a 115.000 euro ai fini delle imposte sui redditi e delle relative addizionali;
  • a 100.000 euro ai fini dell’imposta sul valore aggiunto;

La norma quindi assume grande rilievo per i contribuenti che percepiscono compensi o ricavi oltre 100.000 euro ma non superiori a 115.000 euro poiché il testo prevede che, in questa fascia, si superi la soglia nell’anno ai fini IVA ma non per le imposte sui redditi.

Obblighi IVA

La vera novità scatta al superamento dei 100.000 euro. Per il fatturato tra 100.000 € e 115.000 €:

  • si dovrà applicare l’IVA in fattura ai propri clienti;

  • i contribuenti saranno tenuti a rispettare tutti gli adempimenti IVA ordinari (liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale, versamenti).

Impatto Operativo per Professionisti e Piccole Imprese

Questo sistema ibrido comporta vantaggi fiscali ma anche un incremento della complessità contabile.

  • Aumento della competitività B2B: Per chi lavora prevalentemente con clienti soggetti IVA (aziende e professionisti), l’applicazione dell’imposta non rappresenta uno svantaggio competitivo, poiché i clienti potranno detrarla.

  • Maggiori adempimenti e costi gestionali: Il passaggio al regime IVA obbligherà i contribuenti a una gestione documentale più rigorosa, azzerando la semplicità che ha sempre caratterizzato il forfettario puro.

  • Attenzione alle vendite B2C: Per i professionisti che si rivolgono ai consumatori finali, l’addebito dell’IVA potrebbe comportare un aumento dei prezzi o una riduzione dei margini.

Limite a 35.000 euro per il 2027 per i redditi da lavoro dipendente

L’art. 9 c. 3 prevede inoltre un’ulteriore previsione relativa ai redditi da lavoro dipendente.

Solo per il 2027 continua la deroga al limite previsto dall’art. 233, c. 1 lett f) del Testo Unico delle imposte sui redditi che pertanto continua a essere 35.000 euro.

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